Il principio di Okness per una comunicazione efficace

Il principio di Okness per una comunicazione efficace

Lo psicologo Eric Berne, nei suoi studi, ha spiegato che per una comunicazione efficace, il primo principio da rispettare è quello di sentirsi ok e percepire la positività del proprio interlocutore.

Quando ho studiato l’analisi transazionale, mi sono trovato di fronte ad alcuni principi su cui si basa. Quello che mi ha colpito di più, e che ritengo fondamentale per un ottima comunicazione, è sicuramente il principio dell’Okness.

Eric Berne, padre di questa disciplina, indica come presupposto fondamentale per sviluppare al meglio le comunicazioni seguendo questo comandamento:

Principio di Okness: “Se tu sei ok io sono ok”.

La scelta della propria posizione di vita è una decisione che porta a costituirsi il proprio Copione di vita. Di questo ne parlerò in un altro articolo, per poter approfondire al meglio il principio di Okness.

In una situazione dove tutti ci sentiamo Ok, quindi dove non ci sono pregiudizi, problemi e filtri mentali che possano disturbare la comunicazione, i nostri rapporti possono fiorire produttivi. Di fatto, Berne la definisce Posizione Sana

Eric Berne, però, sottolinea la possibilità di altre situazioni basate sul principio di Okness e di come possano influire sulla comunicazione in base ai diversi status. Di seguito andrò ad analizzarle tutte:

Io sono ok ma tu NON sei ok (Posizione Paranoide o Narcisistica)

Trovandoci in una situazione ci poniamo in una situazione di risalto rispetto al nostro interlocutore. Cadere in questo stato ci porta a indicare, comandare e a ritenerci superiori rispetto a colui che interagisce con noi.

Farò degli esempi per chiarire ogni punto:

Vi è mai capitato di non conoscere un argomento e di parlare con una persona che è pienamente esperto nel settore?

Bene, se la visione del mondo del mio interlocutore è basta su questo principio, ci troveremo davanti uno che parla senza freni, sviscerando dettagli e usando anche linguaggi tecnici che non riusciremo a comprendere. Alla prima richiesta di chiarimenti o approfondimenti, in lui si genererà un odio e nervosismo nei nostri confronti, perché secondo lui non siamo all’altezza della situazione.

Nel frattempo, in noi si genera un senso di alienazione, di non essere all’altezza e, probabilmente di non farcela.

Io NON sono ok ma tu sei ok (Posizione Depressiva)

In questa condizione, noi siamo in una situazione di svantaggio con il resto del mondo. Va da se che, se non mi sento in grado o all’altezza di raffrontarmi con il mio interlocutore, posso perdere la mia identità, diventando in tutto e per tutto condizionabile dalle parole di chi mi sta di fronte.

Se mi trovassi in questa situazione, non riuscirei a gestire nessuna obiezione. Ad ogni ostacolo che si pone davanti al nostro cammino mi porterebbe a tornare indietro, a valutare le mie scelte e ad accettare senza remore la difficoltà che mi hanno fermato.

Non parliamo solamente di lavoro ma anche di vita privata. Ogni giorno ci troviamo a gestire le obiezioni e una situazione del genere può scaturire anche in rapporti genitori-figli, tra colleghi o amici.

Io NON sono ok ma tu NON sei ok (Posizione di Inutilità o Psicotica)

Siamo di nuovo in una situazione di parità, ma a differenza del principio “positivo”, siamo in una situazione dove nessuno dei due è a suo agio in quella posizione.

Cosa scaturisce da questo? Fermiamoci a pensare a quando due colleghi sono scontenti del lavoro che stanno facendo. Cominciano le critiche, vanno ad analizzare solo gli aspetti controproducenti e il loro disagio non gli permette di vedere la situazione con occhi diversi.

Per cui, si genera quello stato di negatività che, seppur condiviso, non porta ad un discorso costruttivo, solamente distruttivo.

Berne consolida tutto il principio di Okness in uno schema che definisce OK Corral.