Comunicazione aziendale: Com’è cambiata nel tempo?

Comunicazione aziendale: Com’è cambiata nel tempo?

In questa “classifica”, che ricorda molto le Top Ten in dieci punti che si trovano su internet, voglio analizzare lo stile comunicativo che hanno avuto le pubblicità nel corso degli anni. Sono sempre stato appassionato di questo mondo e con il crescere, riesco a capire come si è evoluta la comunicazione aziendale.

Fin da piccolo mi sono appassionato alle pubblicità in TV e ho sempre seguito con attenzione questo ramo della comunicazione aziendale. Di certo non ero a conoscenza del mondo nei minimi dettagli, mi incuriosiva il modo di come presentavano i prodotti nuovi, i jingles, i copy.

Ebbene, si! Sono uno di quei ragazzi che è cresciuto restando incollato davanti lo schermo per molto molto tempo. A volte ho come l’impressione di essere uno dei pochi rimasti, dato che ricordo delle pubblicità e delle musiche che molti miei coetanei hanno letteralmente rimosso dai loro ricordi.

Da grande, ho cominciato a studiare la comunicazione e ho capito molte cose. Il bello è che più divento grande e più riesco a capirle, perchè ora sono diventato il loro “Target Ideale”.

Da questa premessa mi sono fermato a riflettere e ho notato che, da quando io ero bambino ad oggi, le pubblicità sono molto cambiate. Di fatto una comunicazione difficilmente rimane perenne a vita: cambiano le abitudini, cambiano i costumi, cambia il nostro modo di parlare.

Per questo, ho deciso di fare una raccolta di punti su cosa ho visto cambiare negli ultimi 20 anni di comunicazione aziendale.

Le aziende hanno smesso di dire di essere loro le migliori rispetto alle altre.

Per un periodo, avevo smesso di guardare al TV e non avevo idea di come stesse evolvendo il mondo delle pubblicità. Quando sono tornato a sedermi davanti lo schermo ho notato che non si vedono più tante pubblicità comparative come quelle dello scorso decennio.

Sono quasi del tutto scomparsi i: “Scelgo il prodotto X perché è più buono”. Anzi, nelle pubblicità che ancora resiste a questo trend, il “Più Buono” viene messo alla fine, come se fosse una cosa ovvia.

Hanno messo in mostra il loro lavoro e la loro cultura aziendale, come un backstage.

I backstage ci piacciono e stimolano la nostra curiosità.

Le aziende stanno cercando di farci capire come un prodotto sia arrivato a noi. Alcune tra le più grandi stanno puntando su questa strada, perchè sapere che quello che ho comprato ha fatto quel percorso, passando per quelle mani, fatto in quel modo, in quello stabilimento, da persone con quel carattere ci fa apprezzare di più il prodotto e rafforzano i loro valori.

Hanno messo il cliente al centro dell’attenzione.

Le migliori aziende hanno deciso di investire di più nella cura del cliente, quindi fa di tutto per metterlo al proprio agio.

Da qui, sono passati ad inserire nel loro organico dei servizi al cliente più performanti, proposte basate sulle esigenze e puntano tutto a fornire un’esperienza che non crei nessun tipo di disagio.

Nelle loro pubblicità, lo sottolineano, perché è un loro punto di forza.

Parlano di più al cuore delle persone, cercando un punto di incontro con i loro valori.

Qui possiamo tornare anche al primo punto. Le aziende hanno smesso di dimostrare che sono migliori delle altre per lasciar parlare di più i sentimenti delle persone e le loro impressioni per dimostrare che la loro proposta è di valore.

Quindi vediamo i “Scelgo X perchè il mio lavoro è questo e nel mio ambito ho proprio bisogno di quello che X mi offre” oppure “Scelgo X perché sono così e X mi fa sentire ancora più così”.

Hanno diviso il target per le offerte e le comunicazioni.

Entriamo nel vivo della comunicazione aziendale. Ricordo che c’è stato un periodo in cui sentivo dire: “Che hai comprato a fare l’Iphone se non sei un imprenditore?”. Ecco il punto.

Un’azienda ha un prodotto che potrebbe andare bene per più tipi di acquirenti ma non tutti possano ricevere il messaggio allo stesso modo. Prendiamo il caso precedente, è un prodotto che in base alle situazioni può diventare “Il miglior supporto per i videogiochi”, “Il telefono più sicuro per videochiamare”, “Il più performante per fare i Selfie e i Video“, “Il dispositivo più potente di un computer portatile” o “Il supporto che semplifica il lavoro di un imprenditore de 50%”.

Quindi per ogni categoria viene presentato in un modo. Diverso da dire “Il telefono più potente del momento”, no?

Allo stesso tempo, anche in base ai contatti hanno diversificato il linguaggio. Per i giovani linguaggio diretto mentre serio e professionale per il business e così via.

Si sono adeguati agli usi e costumi della società attuale.

Ricordate quando una volta l’assistenza clienti era un numero verde ed una FAQ sul sito internet e nulla più?

Bene, con l’evolversi della comunicazione aziendale, le aziende si sono adeguate su tutto. App per smartphone, servizio chat, promemoria per gli home device, notifiche push, esperto in diretta, newsletter, risposte ai commenti di Facebook, senza tralasciare la gamification.

Anche il loro linguaggio si è adeguato alla società attuale: Parlano per hashtag, ti mostrano persone che navigano sui social, ne ricalcano la grafica, prendono spunto dai fenomeni di costume attuali, girano spot come se fosse un Reel di Instagram.

La cosa più bella è che ci mettono davanti dei nuovi scenari che non sono più stereotipi di come dovremmo essere, ma l’immagine di come siamo.

Creano identità

Si può creare un nuovo status sociale solamente acquistando un prodotto di un determinato brand? Ma certamente!

Ricordate: “Che hai comprato a fare l’Iphone se non sei un imprenditore?”. Il discorso è molto simile.

Provate a chiederlo a chi ha comprato un IMac solo per scrivere romanzi in uno Starbucks…

Nella mia pagina “Ti Consiglio” puoi trovare dei libri scritta dai miei amici, ottimi per approfondire di più sul tema comunicazione aziendale.

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